Sulla via dei Trabocchi

2024

Sulla via dei Trabocchi

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AREA N.195 Fragility

In architettura l’archetipo della fragilità si incarna in tre espressioni significative: l’equilibrio instabile della struttura, la disgregazione degli esili elementi costruttivi e la capacità di metamorfosi, ossia di costituirsi a partire da un modello – intriso di quell’aura primitiva – che alluda alla sua origine. Tale assunto, in questa narrazione, si traduce in immagini di architetture tramontate in attesa di vedere nuova luce, architetture idealizzate avvolte nel mistero di un sogno irrealizzabile o architetture dimenticate, che il tempo consuma e distrugge.
«Nulla si edifica sulla roccia, tutto sulla sabbia, ma è nostro dovere edificare sulla sabbia come se fosse roccia»: con queste parole, Jorge Luis Borges tiene insieme ben salde due forze, uguali e contrarie, che agiscono sul rapporto tra architettura e fragilità.
Se da un lato essa è legata a doppio filo con l’idea di ‘fugacità’ che, per definizione etimologica, rappresenta la condizione e la qualità di ciò che ha breve durata, dall’altro è pronta a rimarcare il suo carattere di ‘inestinguibilità’ in virtù della sua forza persuasiva. L’architettura fragile è fatta di segni che oscillano tra la realtà e la finzione, in grado di ingenerare immagini trasparenti ed eteree.
[...]
Gli elementi gracili in legno sono connessi tra loro mediante tiranti metallici e paiono come sgretolarsi sotto una minima pressione. La forza del trabocco risiede nella tensione simultanea di tutti gli elementi costruttivi. Quando solo uno degli esili pilastri si slega dal corpo centrale, tutta la struttura perde potenza. L’acqua corrode la materia e il vento si oppone alla stabilità della struttura, mentre il sole e le piogge disgregano le fibre del legno.
È un’architettura ridotta all’essenza, che accetta la sua condizione di temporalità, sovverte le regole dell’architettura con l’apparente contraddizione della leggerezza. Oggi l’acqua conserva le memorie di molte architetture naufragate; altre invece continuano a sfidare le maree, in attesa di vedere una nuova luce.

Estratto da Le tre espressioni della fragilità, testo di Damiano Di Mele, Area N.195 Fragility